La riforma della scuola, tiene impegnata l'agenda della politica Italia. Una riforma questa che porta il nome del ministro Gelmini, che non convince La Destra :“ Parlare di riforma mi pare azzardato, dovremmo definirla più che altro una scelta politico finanziaria “. Domenico Fonti ( nella foto) esponente de La Destra Cittanovese (RC), che nel suo curricula politico vanta anche quello di attivista nelle fine delle organizzazioni studentesche, non nasconde le sue perplessità sulla necessità di riformare un qualcosa che funziona e che andrebbe riordinata: “ Non difendo l'impostazione della scuola pubblica per puro ideologismo, ma la riforma Gentile, varata nel 1923, dimostra di essere ancora oggi valida sia dal punto di vista didattico che come istituzione in generale.
Oggi si parla di riforme e mi dispiace che molti esponenti politici che hanno percorso un tratto di storia plitica a Destra, oggi divenuti uomini di governo, sulla riforma scolastica facciano fatica a pronunciarsi. La scuola Italiana” continua Fonti “ non ha bisogno di alcuna riforma, posso essere daccordo sulla necessità di modernizzarla ma riformare un qualcosa che funziona è veramente inaccettabile. Semmai, iniziamo a parlare di diritto legato al merito e di una riforma che riprenda il confronto dalla riforma Moratti”. La Destra dunque difende l'università pubblica, denunciando la logica di un governo liberista che usa i tagli per trasformare le università in fondazioni e per pochi, conclude il Fonti: “ la scelta di Berlusconi di mandare la celere nelle università è veramente fuori luogo per un leader che si erge a paladino della libertà e questo richiama un pò il sistema di repressione della libertà che la storia ricorda come la rivolta di Budapest che ricordiamo in questi giorni. Le piazze da sole non bastano, ma le università e sopratutto la rappresentanza istituzionale studentesca, attraverso i componenti al CNSU (Consiglio Nazionale Studentesco Universitario) unitamente alla rappresentanza dei docenti, perchè l'università è l'insieme di studenti e docenti, che devono confrontarsi e lottare fianco a fianco, deve far sentire la propria autorità rappresentativa. Ci sono servizi che un governo deve garantire allo Stato” continua Fonti “ la sicurezza, l'istruzione e la sanità in primis. Basta soltanto riassettare il sistema per farlo funzionare in base alla logica del diritto e merito”